Le Aree di attività

IL MERITO

Le categorie di merito e di legittimità sono di frequente considerate sovrapponibili alle nozioni rispettivamente di questione di fatto e questione di diritto. In particolare il vocabolo «merito» viene utilizzato per indicare la quaestio facti dibattuta nel processo, mentre il carattere della legittimità viene attribuito alle valutazioni giuridiche che il soggetto decidente opera con riferimento alla fattispecie concreta oggetto del suo esame.

I professionisti associati nello Studio Gaito, con le rispettive peculiarità e specializzazioni, hanno prolungata esperienza delle fasi di merito dei processi, anche complessi, di criminalità organizzata e di criminalità c.d. politica.

I componenti dello Studio Gaito non si acquietano mai alla communis opinio che il giudizio di merito si limiti alla ricostruzione dell’accaduto, cercando di indurre il giudicante di turno anche la ricerca di una idonea qualificazione normativa dei fatti, fin dai momenti iniziali del procedimento.

LA LEGITTIMITA’

Si suole ripetere che in cassazione si discute di solo diritto e che è sottratta alla Corte di cassazione la valutazione della prova. È però possibile andare anche oltre questa affermazione, dovendosi riconoscere che il giudizio dinanzi alla Suprema Corte di cassazione non presenta solo un contenuto di mero diritto ma presuppone il più delle volte anche una attività di carattere cognitivo riferita a passate vicende.

Certo, qui la forma si fa sostanza e confezionare un ricorso per cassazione idoneo a veicolare il sindacato sul travisamento della prova rappresenta un’arte, difficile e rara; ma indispensabile soprattutto nella prospettiva di un successivo sindacato di conformità convenzionale dinnanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Se si esaurisce la valutazione di legittimità in un giudizio di “puro” diritto diventa logicamente conseguente – e dogmaticamente inattaccabile – concludere nel senso che la Suprema Corte, quale superiore organo della giurisdizione con funzioni di nomofilachia, è competente a pronunciarsi sui soli profili giuridici della controversia, rimettendosi invece la ricostruzione del fatto e la valutazione della prova ai giudici di primo e secondo grado, deputati all’adozione della decisione di merito. Con buona pace del diritto alla pienezza della difesa, all’effettività delle impugnazioni, ai controlli a tutto campo.

Su questo fronte l’impegno dei Soci è particolarmente intenso, nelle aule giudiziarie, nell’Università, nei Convegni.

LA CORTE COSTITUZIONALE

Il nostro impegno a far risaltare le situazioni di criticità processuale penale è costante e numerose sono le udienze alle quali abbiamo partecipato dinanzi ai Giudici della Consulta sfociate in declaratorie di illegittimità costituzionale e/o sentenze interpretative di rigetto, soprattutto in tema di libertà personale e di pubblicità dell’udienza.

LA TUTELA DEI DIRITTI NELLE SEDI SOVRANAZIONALI

“Male captum, bene retentum” è un antico brocardo che troppe volte è servito in passato alla bulimia inquisitoria di quanti furono chiamati ad amministrare la giustizia. In tempi recenti è valso in maniera surrettizia ad ammantare di pseudo-legalità la condotta spregiudicata ed avulsa dai binari scanditi dalla progressione e dalle regole procedimentali di alcuni settori della magistratura (non solo inquirente) palesemente interessati a conseguire in prospettiva giustizialista opinabili obiettivi apparentemente funzionali ad un’evanescente azione moralizzatrice, dimentica della separazione tra morale e diritto penale.

Di qui la necessità e l’importanza di riflettere se non valga la pena di abbandonare ogni forma di “politica giudiziaria di scopo”, quando si tratta di tutelare le libertà fondamentali. Aspetto questo che oggi, in una fase di transizione verso nuovi equilibri istituzionali e processuali, deve essere ancora e sempre di più sottolineato in prospettiva problematica negli ambulacri dei c.d. “palazzi di giustizia”, oltre che nelle aule universitarie, tenendo presenti non solo malintese (e malamente individuate) aspettative di una indefinibile collettività ma soprattutto i diritti dell’individuo. Intorno ad essi, infatti, si muovono interessi contrapposti (quello dello Stato ad un elevato livello di controllo del singolo cittadino e quello della singola persona ad un alto grado di autodeterminazione), per cui sarà inevitabile argomentare che è auspicabile, perché necessaria, una determinazione positiva di scelte chiare che non siano foriere di equivoci esegetici e infortuni operativi, sul presupposto che i risultati della ricerca contano nella misura in cui sono osservate le regole preposte ai modi di produzione della verità.

In definitiva, va dato atto della mancata risoluzione di un problema che si ripropone da anni ed è essenzialmente di cultura e di metodo, aspetti inscindibili del modello costituzionale del giusto processo. Occorre accelerare, cioè, il recupero della cultura della legalità sul piano dell’effettività del diritto vivente e ripristinare, perciò, il metodo della correttezza e del rispetto dei ruoli processuali secondo le linee assiologiche sottese ai diversi istituti processuali ed in senso deontologicamente orientato; beni entrambi erosi in misura non marginale da prassi devianti settorialmente interessate.

Se e quando i giudici nostrani mantengonp un atteggiamento decisorio culturalmente dissonante rispetto ai canoni del giusto processo europeo, bisogna cercare altrove. Con fantasia esegetica assolutamente diversa rispetto alla tradizione nostrana. L’esperienza accumulata in questo settore è di livello accentuato.

PARERI IN MATERIA DI DIRITTO PENALE SOSTANZIALE, PROCESSUALE E COMPARATO

L’esperienza dei professionisti associati li rende particolarmente adatti a questa forma di intervento.

L’avv. prof. Alfredo Gaito vanta nel proprio curriculum l’essere stato, per alquanti anni, Consulente sia del Consiglio Grande e Generale sia del Consiglio dei XII della Repubblica di San Marino.

PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

Dai notai ai medici, dai magistrati  agli avvocati, dagli impiegati pubblici ai docenti universitari, dalle società sportive ai singoli tesserati, siamo pressoché tutti potenziali soggetti di procedimenti disciplinari.

Benché questa sia la più circoscritta delle nostre attività, anche in questi disparati settori i Soci hanno maturato comprovata esperienza con risultati brillanti.

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